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Il telefono è già criptato? iPhone e Android

Quasi sempre sì: un iPhone con un codice impostato e un telefono Android recente cifrano la memoria senza che tu debba fare nulla. Questa pagina spiega da che cosa dipende quella protezione, che cosa lascia fuori, a cominciare dai backup nel cloud, e che cosa puoi fare tu.

Verificato il 23 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  1. Su iPhone la cifratura dipende dal codice: Apple spiega che impostando un codice si attiva anche la protezione dei dati, che cifra i dati dell'iPhone con AES a 256 bit.
  2. Su Android la cifratura basata sui file esiste dalla versione 7.0 ed è obbligatoria per tutti i dispositivi lanciati con Android 10 o successivi. Google dichiara che tutti i telefoni Pixel sono cifrati per impostazione predefinita.
  3. In entrambi i sistemi la protezione dei tuoi dati dipende dal codice di sblocco. Senza un codice, o con il telefono già sbloccato, la cifratura non ferma chi lo ha in mano.
  4. I backup nel cloud seguono regole proprie: con la protezione standard di iCloud Apple custodisce le chiavi del backup, con la Protezione avanzata dei dati il backup è cifrato end-to-end; nel backup di Android le foto di Google Foto non sono cifrate con il blocco schermo.

iPhone: la cifratura parte dal codice

Apple chiama protezione dati il sistema con cui l'iPhone cifra ciò che salva: ogni file riceve una propria chiave a 256 bit e viene cifrato mentre viene scritto nella memoria. Le app di sistema come Calendario, Contatti, Mail, Messaggi e Foto e i dati di Salute la usano per impostazione predefinita; le app di altri sviluppatori la ricevono automaticamente. La guida dell'iPhone lo riassume così: impostando un codice viene attivata anche la protezione dei dati (alcune app, precisa Apple, possono decidere di non usarla).

Face ID e Touch ID sono una comodità, non un sostituto del codice. L'iPhone chiede comunque il codice dopo l'accensione o il riavvio, se non è stato sbloccato per più di 48 ore, dopo cinque tentativi falliti con Face ID o Touch ID e negli altri casi elencati da Apple.

  1. Apri le impostazioni del codice Vai in Impostazioni e tocca Face ID e codice, oppure Touch ID e codice sui modelli con il tasto Home.
  2. Imposta o cambia il codice Tocca Abilita codice o Modifica codice. In Opzioni codice, Apple indica come più sicuri il Codice alfanumerico personalizzato e il Codice numerico personalizzato.
  3. Accorcia il blocco automatico In Impostazioni, Schermo e luminosità, Blocco automatico scegli dopo quanto tempo l'iPhone si blocca da solo.

Android: la cifratura basata sui file

La documentazione del progetto Android descrive due metodi. La cifratura dell'intero disco, usata da Android 5.0 ad Android 9, non è più consentita sui nuovi dispositivi con Android 10 e successivi. La cifratura basata sui file, disponibile da Android 7.0, cifra file diversi con chiavi diverse ed è obbligatoria per tutti i dispositivi lanciati con Android 10 o versioni successive.

Con questo sistema la memoria ha due zone. Una piccola parte è disponibile subito dopo l'accensione, così la sveglia suona e le chiamate arrivano anche prima dello sblocco; la zona in cui stanno di regola i dati delle app si apre solo dopo che hai sbloccato il telefono. Le chiavi di questa seconda zona, spiega la documentazione, non si possono sbloccare senza il PIN, la sequenza o la password del blocco schermo, salvo alcuni meccanismi tecnici previsti per i profili di lavoro, i dispositivi gestiti da un'azienda e certi riavvii automatici.

Per i telefoni di Google la risposta è netta: tutti i Pixel sono criptati per impostazione predefinita, e sono cifrati tutti i dati personali (SMS, email, contatti, dati dell'account Google e delle app, foto, contenuti multimediali, download); restano in chiaro alcuni dati non personali, come le dimensioni dei file. Su alcuni modelli molto vecchi, come i Nexus 4, 5, 7 e 10, la cifratura non era attiva di serie.

Il codice di sblocco è la vera chiave

La cifratura del telefono vale quanto il codice che la chiude.

  • Imposta un codice. Su iPhone, senza codice la protezione dei dati non si attiva. Su Android, Google consiglia un PIN, una sequenza o una password invece del semplice gesto di scorrimento o di Smart Lock.
  • Preferiscilo lungo. Apple ricorda che a codici e password più lunghi corrisponde una maggiore efficacia contro i tentativi di indovinarli.
  • Non lasciare il telefono sbloccato. Un telefono aperto mostra tutto a chi lo prende in mano: la cifratura protegge il telefono bloccato, non quello in uso.

Per tenere foto, note o app al riparo anche da chi usa il telefono già sbloccato ci sono strumenti appositi: Foto e note private sul telefono. Che cosa prevede la legge quando è un'autorità a chiedere il codice è spiegato in Devo dare il PIN? Codice, impronta, volto.

Che cosa resta fuori: i backup nel cloud

iCloud

Con la protezione standard dei dati, l'impostazione predefinita, i dati di iCloud sono cifrati durante il trasferimento e sui server, ma le chiavi sono custodite nei data center di Apple, che così può decifrarli per tuo conto, per esempio quando ripristini un backup o hai dimenticato la password. Quindici categorie, tra cui i dati di Salute e le password del portachiavi, sono comunque cifrate end-to-end; il backup di iCloud, Foto, Note e iCloud Drive no.

La Protezione avanzata dei dati è un'impostazione facoltativa che porta a 25 le categorie cifrate end-to-end, compresi il backup di iCloud, Foto e Note: le chiavi restano sui tuoi dispositivi e nemmeno Apple può leggere quei dati. Restano fuori iCloud Mail, Contatti e Calendari, per compatibilità con gli standard della posta e dei calendari. Servono l'autenticazione a due fattori, un codice sul dispositivo e software aggiornato su tutti i dispositivi collegati all'account (su iPhone almeno iOS 16.2). Il percorso, alla data di verifica, è Impostazioni, il tuo nome, iCloud, Protezione avanzata dati.

Attenzione

Con la Protezione avanzata dei dati Apple non ha più le chiavi per aiutarti: se perdi l'accesso all'account, i dati si recuperano solo con il codice o la password di un tuo dispositivo, con un contatto di recupero o con una chiave di recupero di 28 caratteri. Prima dell'attivazione Apple ti chiede di configurare almeno un contatto o una chiave di recupero: conservali con cura.

Google e Android

Il backup di Android viene caricato sui server di Google. Google spiega che tutti i dati sono cifrati durante il trasferimento e che alcuni vengono cifrati end-to-end con il PIN, la sequenza o la password del blocco schermo; le foto e i video di Google Foto e i contenuti multimediali degli MMS, invece, non sono cifrati con il blocco schermo. Le app di messaggistica hanno spesso un backup proprio, con regole diverse: per WhatsApp e le altre app vedi Crittografia end-to-end: che cosa protegge.

Casi frequenti

  • «Come faccio a sapere se il mio Android è criptato?» Se è un Pixel, Google dichiara che lo è per impostazione predefinita. Per gli altri marchi conta la versione con cui il telefono è stato lanciato: con Android 10 o successivo la cifratura basata sui file è un requisito. Per modelli più vecchi consulta la documentazione del produttore.
  • «Uso Face ID: il codice serve ancora?» Sì: è il codice ad attivare la protezione dei dati, e l'iPhone lo chiede comunque dopo ogni riavvio.
  • «Con la Protezione avanzata dei dati posso ancora usare iCloud dal browser?» L'accesso ai dati su iCloud.com viene disattivato; se lo riattivi, devi approvare l'accesso temporaneo da uno dei tuoi dispositivi.

Fonti

Apple (support.apple.com): Manuale utente di iPhone, Impostare un codice su iPhone; Sicurezza delle piattaforme Apple, Panoramica della protezione dati e Codici e password; Panoramica sulla sicurezza dei dati di iCloud (articolo 102651); Come attivare la protezione avanzata dei dati per iCloud (articolo 108756). Android Open Source Project (source.android.com): Encryption e File-based encryption. Google (support.google.com): Guida del telefono Pixel, Criptare i dati; Guida di Android, Fai il backup o il ripristino dei dati su un dispositivo Android. Verificato il 23 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega come funzionano le regole e gli strumenti. Non segue casi e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un procedimento in corso, o per un problema con i tuoi dati, i canali sono quelli ufficiali, uguali per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo dell'Ordine degli avvocati della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non hai un avvocato, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); puoi sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La segreteria del pubblico ministero — per chiedere la restituzione di un telefono sequestrato e le copie degli atti, attraverso il difensore.
  • Il Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it) — per un reclamo sul trattamento dei tuoi dati o per notificare una violazione di dati personali.
  • La Polizia postale (commissariatodips.it) — per denunciare un accesso abusivo, il furto di un account, un'estorsione o una truffa online; in emergenza, il 112.

La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.