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Il telefono sequestrato · Atto subito

Mi hanno sequestrato il telefono

Per sequestrare un telefono non serve un reato compreso in un elenco: basta che il telefono sia legato al fatto e serva a provarlo, oppure che lasciarlo libero rischi di aggravare il reato. Qui trovi i tipi di sequestro, chi li dispone e con quali controlli, che cosa deve dire il decreto e che cosa prevede la legge nelle prime ore: verbale, copia, difensore, termini.

Verificato il 23 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  1. Non esiste un elenco di reati per cui il telefono si può sequestrare. Il sequestro probatorio riguarda il «corpo del reato» e le «cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti» (art. 253, comma 1, c.p.p.), qualunque sia il reato: contano il legame del telefono con il fatto e la necessità di prova, che il decreto deve spiegare.
  2. Le strade sono tre: il decreto dell'autorità giudiziaria; il sequestro d'urgenza della polizia giudiziaria, con verbale al pubblico ministero entro 48 ore e convalida nelle 48 ore successive (artt. 354 e 355); il sequestro preventivo disposto dal giudice (art. 321).
  3. Chi perquisisce un telefono deve adottare misure tecniche che conservino i dati originali e ne impediscano l'alterazione (artt. 247, comma 1-bis, e 352, comma 1-bis). Per la Cassazione la polizia, anche se tu sei d'accordo, non può accedere al contenuto prima dell'autorizzazione del pubblico ministero (sez. VI, n. 1269/2025).
  4. Hai diritto alla copia del decreto o del verbale (artt. 253, comma 4, 258, comma 3, e 355, comma 1) e il difensore può assistere a perquisizione e sequestro (artt. 356 e 365 c.p.p., art. 114 disp. att.).
  5. Per contestare il sequestro c'è il riesame, da chiedere entro dieci giorni (artt. 257, 324 e 355, comma 3): vedi Quanto dura il sequestro.

Per quali reati si può sequestrare il telefono

Si può sequestrare per qualunque reato. L'art. 253 c.p.p. non contiene un elenco. L'autorità giudiziaria dispone «con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l'accertamento dei fatti» (comma 1). Sono corpo del reato «le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo» (comma 2): per esempio il telefono con cui sarebbero stati inviati i messaggi contestati. Le cose pertinenti sono quelle che servono ad accertare i fatti: un telefono in cui potrebbero trovarsi chat, foto o posizioni legate al fatto.

Il limite, quindi, non sta nel tipo di reato ma nel collegamento tra il telefono e il fatto e nella necessità di prova. Per la Cassazione la tutela della proprietà (art. 42 Cost. e art. 1 del primo Protocollo addizionale alla CEDU) «richiede che le ragioni probatorie del vincolo di temporanea indisponibilità della cosa […] siano esplicitate nel provvedimento giudiziario con adeguata motivazione» (Cass. pen., sez. VI, n. 34265/2020).

Il criterio è diverso da quello delle intercettazioni, che l'art. 266 c.p.p. ammette solo nei procedimenti per determinati reati (vedi Si possono intercettare WhatsApp e le app cifrate?). Nel 2024 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha precisato che l'accesso ai dati di un telefono non deve essere riservato ai reati gravi, purché la legge definisca in modo sufficientemente preciso la natura o le categorie dei reati e preveda, salvo urgenza, un controllo preventivo di un giudice o di un organo amministrativo indipendente (sentenza Landeck, C-548/21).

Chi lo dispone: le tre strade

TipoChi lo decidePresuppostoControlli
Sequestro probatorioL'autorità giudiziaria con decreto motivato (durante le indagini, il pubblico ministero), personalmente o tramite un ufficiale di polizia giudiziaria delegato nello stesso decreto (art. 253, commi 1 e 3)Il telefono è corpo del reato o cosa pertinente al reato necessaria per accertare i fattiRiesame entro dieci giorni (artt. 257 e 324)
Sequestro d'urgenza della poliziaGli ufficiali di polizia giudiziaria, se c'è pericolo che cose e tracce si alterino o si disperdano e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente (art. 354, comma 2)Verbale con il motivo, copia a chi subisce il sequestro, trasmissione al pubblico ministero entro 48 ore (art. 355, comma 1)Convalida o restituzione nelle 48 ore successive; riesame contro la convalida entro dieci giorni (art. 355, commi 2 e 3)
Sequestro preventivoIl giudice, su richiesta del pubblico ministero; prima dell'azione penale, il giudice per le indagini preliminari (art. 321, comma 1)Pericolo che la libera disponibilità del telefono aggravi o protragga le conseguenze del reato o agevoli altri reati; cose di cui è consentita la confisca (art. 321, commi 1 e 2)In urgenza lo dispone il pubblico ministero o la polizia, con convalida del giudice, pena la perdita di efficacia (art. 321, commi 3-bis e 3-ter); riesame (art. 322)

Perquisizione del telefono e copia dei dati

Quando si cercano dati, il codice parla di perquisizione di un «sistema informatico o telematico, ancorché protetto da misure di sicurezza», da eseguire «adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l'alterazione» (art. 247, comma 1-bis). La polizia giudiziaria può farlo di propria iniziativa nella flagranza del reato o nei casi dell'art. 352, comma 2, se ha fondato motivo di ritenere che i dati possano essere cancellati o dispersi (art. 352, comma 1-bis); il pubblico ministero decide sulla convalida nelle 48 ore successive alla trasmissione del verbale (art. 352, comma 4). In urgenza la polizia deve anche impedire «l'alterazione e l'accesso» ai dati e, ove possibile, duplicarli con una procedura che garantisca la conformità della copia all'originale (art. 354, comma 2): è la copia forense, su cui di norma si lavora al posto del telefono.

Nel 2025 la Cassazione ha esaminato il caso di un indagato che, dopo il ritrovamento di droga, aveva dato alla polizia la password del telefono. Ha affermato che il consenso di chi è già indagato «non può supplire alla carenza di un provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria» e che, anche con il consenso, la polizia giudiziaria «abbia il dovere di procedere al sequestro del telefono senza poter accedere al suo contenuto, prima di una formale autorizzazione da parte del pubblico ministero» (Cass. pen., sez. VI, n. 1269/2025).

Chat, email e corrispondenza

I messaggi hanno una tutela in più. La segretezza della corrispondenza può essere limitata «soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge» (art. 15 Cost.). Con la sentenza n. 170 del 2023 la Corte costituzionale ha ricondotto i messaggi di posta elettronica e WhatsApp alla nozione di corrispondenza, la cui tutela non si esaurisce con la ricezione ma dura finché conservano attualità e interesse per chi li ha scambiati. Il caso riguardava un parlamentare, ma la Cassazione ha richiamato quella sentenza, insieme all'art. 15 Cost., per il telefono di un comune indagato (sez. VI, n. 1269/2025). Il tema è sviluppato in Le chat sono corrispondenza?.

Presso chi fornisce servizi postali, telematici o di telecomunicazioni si possono sequestrare gli oggetti di corrispondenza, «anche se inoltrati per via telematica», spediti dall'imputato o a lui diretti o comunque collegati al reato (art. 254, comma 1); la polizia deve consegnarli all'autorità giudiziaria «senza aprirli o alterarli» (comma 2). Plichi e corrispondenza chiusi vanno trasmessi intatti al pubblico ministero, che ne autorizza l'apertura immediata solo se aspettare potrebbe disperdere fonti di prova (art. 353). I dati custoditi da un fornitore (backup, posta, cloud) seguono l'art. 254-bis: vedi Cloud, backup e provider.

Che cosa deve dire il decreto

  • Il legame con il fatto. Il decreto è «motivato» (artt. 247, comma 2, e 253, comma 1): deve spiegare perché proprio quel telefono serve ad accertare il fatto per cui si procede (Cass. pen., sez. VI, n. 34265/2020).
  • Che cosa si cerca. Il pubblico ministero deve spiegare perché serve un sequestro esteso a tutto il dispositivo oppure indicare le informazioni cercate; deve precisare i criteri di selezione dei dati e il loro arco temporale e indicare tempi ragionevoli per la selezione, con restituzione dei dati non rilevanti (Cass. pen., sez. II, n. 16495/2026). Il dettaglio è in Tutto il telefono per un solo reato? I limiti.
  • La tua copia. «Copia del decreto di sequestro è consegnata all'interessato, se presente» (art. 253, comma 4). Nelle perquisizioni la copia del decreto si consegna prima di iniziare, con l'avviso della facoltà di farsi assistere da una persona di fiducia (artt. 249 e 250).

Le prime ore: che cosa prevede la legge

  1. Il verbale. Se il sequestro lo fa la polizia di propria iniziativa, il verbale indica il motivo e una copia va consegnata alla persona a cui il telefono è stato sequestrato (art. 355, comma 1). In ogni caso chi ha subito il sequestro «ha diritto di avere copia del verbale dell'avvenuto sequestro» (art. 258, comma 3).
  2. Il difensore. Il difensore della persona indagata può assistere alle perquisizioni e ai sequestri della polizia, senza diritto a un preavviso (art. 356), e la polizia deve avvertire la persona indagata presente che può farsi assistere da un difensore di fiducia (art. 114 disp. att. c.p.p.). Se procede il pubblico ministero e la persona non ha un difensore di fiducia, ne designa uno d'ufficio (art. 365). I canali ufficiali sono in Dove chiedere aiuto.
  3. Il codice di sblocco. Nessuna norma obbliga la persona indagata a comunicarlo e la Cassazione parla di una facoltà di rifiutare, di cui va avvisata: vedi Devo dare il PIN? Codice, impronta, volto.
  4. La convalida. Se ha proceduto la polizia, il pubblico ministero, nelle 48 ore successive alla trasmissione del verbale, convalida il sequestro con decreto motivato oppure dispone la restituzione; il decreto di convalida ti viene notificato (art. 355, comma 2).
  5. I dieci giorni. Il termine per il riesame decorre dall'esecuzione del sequestro o dal giorno in cui ne hai avuto conoscenza (art. 324, comma 1); per il sequestro della polizia, dalla notifica del decreto di convalida o dalla diversa data in cui hai saputo del sequestro (art. 355, comma 3).

Casi frequenti

  • «Il telefono non è mio: è di mio figlio, o dell'azienda.» Il riesame possono chiederlo anche «la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione» (art. 257, comma 1), e la restituzione spetta a chi ne abbia diritto (art. 262, comma 1).
  • «Sono la persona offesa: perché prendono il mio telefono?» Il sequestro probatorio riguarda le cose pertinenti al reato, chiunque le abbia: vedi Il telefono della persona offesa o del testimone; dopo un incidente, Incidente stradale: quando sequestrano il telefono.
  • «C'è una legge nuova sul sequestro degli smartphone?» Alla data di verifica il codice non contiene un articolo dedicato al sequestro dei dispositivi: non esiste un art. 254-ter c.p.p. in vigore. La proposta è descritta in La riforma del sequestro degli smartphone.

Fonti

Costituzione, art. 15. Codice di procedura penale, artt. 247, 249, 250, 253, 254, 254-bis, 257, 258, 262, 266, 321, 322, 324, 352, 353, 354, 355, 356 e 365; norme di attuazione del c.p.p., art. 114. Corte costituzionale, sentenza n. 170 del 2023. Cass. pen., sez. VI, 22 settembre 2020 (dep. 2 dicembre 2020), n. 34265; Cass. pen., sez. VI, 20 novembre 2024 (dep. 13 gennaio 2025), n. 1269; Cass. pen., sez. II, n. 16495 del 2026. Corte di giustizia UE, Grande Sezione, 4 ottobre 2024, C-548/21, Landeck. Verificato il 23 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega come funzionano le regole e gli strumenti. Non segue casi e non risponde a nessuno.

Non ha un modulo di contatto, un telefono o un indirizzo email. Per un procedimento in corso, o per un problema con i tuoi dati, i canali sono quelli ufficiali, uguali per tutti:

  • Un avvocato penalista — l'albo del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) e l'albo dell'Ordine degli avvocati della tua città dicono chi è davvero avvocato; presso ogni Ordine ci sono gli elenchi dei difensori d'ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
  • Il difensore d'ufficio — se non hai un avvocato, la polizia o il giudice ne nominano uno dagli elenchi (art. 97 c.p.p.); puoi sostituirlo con uno di fiducia in qualunque momento.
  • La segreteria del pubblico ministero — per chiedere la restituzione di un telefono sequestrato e le copie degli atti, attraverso il difensore.
  • Il Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it) — per un reclamo sul trattamento dei tuoi dati o per notificare una violazione di dati personali.
  • La Polizia postale (commissariatodips.it) — per denunciare un accesso abusivo, il furto di un account, un'estorsione o una truffa online; in emergenza, il 112.

La pagina Dove chiedere aiuto spiega a chi rivolgersi in ciascuna situazione, come si verifica un avvocato e come si ottiene il patrocinio a spese dello Stato.